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Se non fosse per

Forse l'aver rincorso Berlusconi sul campo della spettacolarizzazione della politica ha nuociuto a Veltroni; è evidente che tra la copia e l'originale poi la gente scelga sempre quest'ultima.

Oppure l'Italia non è ancora matura per poter camminare verso la strada di un riformismo democratico; doveva dare ancora una chance a Forza Italia prima di abbandonare definitivamente la politica del machismo e dei lustrini.

Fatto sta che per la terza volta in 14 anni un plurindagato per corruzione, uno che considera un mafioso condannato a due ergastoli un "eroe" solo perchè non l'ha denunciato, uno che ha usato un'intera legislatura per accomodare i suoi processi, uno così, è diventato Presidente del Consiglio.

Prendiamone atto, insieme alla buona notiza della scoparsa delle ali estreme delle coalizioni. La destra dichiaratamente fascista è rimasta confinata a Predappio. La sinistra delle utopie e dei "no" è stata punita dal suo stesso elettorato che vuole fatti e non ideali da "lotta & brunello".

La nuova Italia è questa: 4 gruppi parlamentari e una maggioranza certa in entrambi i rami.
Che dire, un'Italia quindi più moderna e più vicina ai modelli europei e anglosassoni.

Già, se non fosse per Berlusconi.

Pubblicato il 14/4/2008 alle 23.51 nella rubrica Diario.

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