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Per essere se stessi bisogna essere qualcuno. (Stanislaw J. Lec)
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Avrei volute dirle io:

"Anche sul trono più elevato del mondo si è pur sempre seduti sul proprio culo"
(Montaigne)

"Ci sono persone che sono state considerate coraggiose perché avevano troppa paura per scappare"
(Thomas Fuller)

"Preferirei avere del sangue sulle mani piuttosto che dell'acqua come Ponzio Pilato"
(Graham Green)

"Nessuno va tanto lontano quanto chi non sa dove va"
(Oliver Cromwell)

"Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia"
(Mark Twain)

"Rendimi casto, ma non subito"
(Sant'Agostino)

"Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perchè il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza"
(Nanni Moretti)

"Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta"
(Oscar Wilde)

"Non c'è nulla di male a essere ultimi, se lo si è con dignità"
(Zdenek Zeman)



Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
A tutti quelli che parlano di vittoria della libertà
29 febbraio 2008
Estratto di un doppio sms arrivato ieri dal Kosovo:

"Un'altra notte nelle enclavi serbe. Bandiere con le quattro C che sventolano su una terra che all'apparenza sembra abbandonata a se stessa da Belgrado. Terra troppo antica per i tempi nostri (...) dove a far tenerezza non sono i volti dei bambini quanto quelli dei vecchi che si stanno vedendo sottrarre l'unica cosa che gli è sempre appartenuta: il loro orgoglio e la loro dignità".




permalink | inviato da atuttiquelliche il 29/2/2008 alle 14:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Pie illusioni
26 febbraio 2008
Dal Lazio in su con la Lega.
Dal Lazio in giù con l'MpA.

Nel Lazio il king maker dovrebbe essere AN?




permalink | inviato da atuttiquelliche il 26/2/2008 alle 22:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
10 buoni motivi per candidare Mario Adinolfi nelle file del PD
21 febbraio 2008

1)      Il Partito Democratico è un progetto nel quale ha sempre creduto.

2)      Conosce la Politica come le sue tasche pur essendo giovane.

3)      Ha coraggio.

4)      E’ stato tra i primi a porre la questione generazionale.

5)      Ha mostrato il dito medio alla mafia nella piazza di Corleone.

6)      Quando parla sa quello che dice.

7)      Non sarebbe capace di sputare ad un suo collega in Aula.

8)      Sa comunicare.

9)      Intercetta un elettorato giovanile disilluso ma non qualunquista

10)  Porta la barba ma non ha nulla da nascondere.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 21/2/2008 alle 19:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Such a perfect day
20 febbraio 2008
Le notizia della non candidatura di Visco e dell'estromissione di De Mita dalle liste del PD, sommata a quella della rinuncia di Ferrara alla corsa per il Campidoglio, fa sì che quella di oggi possa essere tranquillamente definita come una bella giornata.

Se poi aggiungiamo la vittoria della Roma in Champions e la contestuale débacle interista a Liverpool, si sfiora la perfezione.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 20/2/2008 alle 14:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dopo 50 anni di castrismo
19 febbraio 2008
Se alla fine pure Diliberto rinuncia alla falce e martello -avrà pensato Fidel- a che cazzo serve continuare con questa dittatura?



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Facevo la prima media
18 febbraio 2008
Se nel 2008 il candidato a Sindaco della tua città è lo stesso del 1993 possono chiederti tutto, tranne che l'entusiasmo.



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Srbija do Tokija
16 febbraio 2008
Il Kosovo è serbo e dei Serbi.

Tutto il resto, tutte le chiacchiere di questi giorni, riguardano solo gli interessi dei grandi gruppi energetici europei (ENI in primis) ad avere un proprio cortile nel quale far passare il famoso corridio nr.8 che porterà energia dall'Asia Centrale al vecchio Continente.

Oggi, e ancor di più domani, "Srbija do Tokija".



permalink | inviato da atuttiquelliche il 16/2/2008 alle 12:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Daniè, ce stai a provà
15 febbraio 2008

La questione è una: anche Daniele tiene famiglia (a questo punto diremmo, fondata rigorosamente sul matrimonio tra uomo e donna).
L'adesione di Capezzone al carrozzone del PdL si può giustificare infatti solo con la legittima volontà di un giovane politico di affermarsi, prendendo il treno al volo e rinnegando il proprio passato.
Legittima, ma criticabilissima.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone duettava il sabato mattina con Adinolfi in radio, conducendo "70in2". In quella trasmissione si respirava una libertà di analisi, di iniziativa e di idee che dubito il Nostro troverà nel partito di Silvio. E ha ragione Adinolfi a dire che se Capezzone ascoltasse le registrazioni di quelle puntate, avrebbe qualcosa di più di un semplice imbarazzo.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone considerava il Governo Prodi, quello che sosteneva con la sua candidatura, come l'unica alternativa possibile per la governabilità. Lontani, si, ma fino a un certo punto; si tratta solo di due anni fa.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone si ribellava al dominus Pannella. Ora ne ha un altro, Silvio, che si è fatto fare un inno apposta. In altri tempi tutto ciò sarebbe stato terreno ideale per la sferzante ironia di Capezzone. In altri tempi, però.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone innalzava i vessilli della laicità dello Stato. Quando, tanto per capirci, si scontrava con il talebano Giovanardi sul tema dell'eutanasia. Vagli a parlare ora di eutanasia a Capezzone, che con Giovanardi condivide l'adesione al PdL.

Non è elegante autocitarsi, ma devo dire che sei mesi fa io il rischio di una democristianizzazione  di Capezzone l'avevo prospettato.
Purtroppo si è materializzato. Daniele ha preferito, come tanti (Rutelli e  Vito su tutti), sfrondare tutte le caratteristiche scomode del Radicale: il laicismo, il libertarismo, l'adesione alle battaglie sociali. Ha depurato la sua immagine di tutto ciò e ha accentuato la parte "economica" che è quella che per un Radicale è più facilmente presentabile in società. Ed eccolo quindi parlare di libero mercato, sgravi fiscali alle imprese, meritocrazia e tutto ciò abbia a che fare con il liberismo.
Tutto, proprio tutto, salvo considerare che poi nessuno gli darà retta perchè se c'è una coalizione che del monopolio da un lato, e dello statalismo dall'altro, ha fatto la sua bandiera, quello è il centro-destra.
E allora che senso ha rinunciare alle battaglie sulla laicità per stare con Giovanardi e la Mussolini per poi vedere il propio programma economico umiliato dal monopolista per eccellenza dell'economia italiana (Berlusconi) e dal partito che l'estate scorsa sfilava insieme alla lobby dei tassisti per opporsi alle liberalizzazioni (AN)?
Non chiedeteglielo, non avrebbe la risposta. Saprebbe solamente replicare con il suo cavallo di battaglia, "Nun ce provà...", ma senza alcun effetto.

"Nun ce provà..." era una carta vincente per un politico giovane, smaliziato, capace di rispondere a chiunque perchè al sopra al di sopra della politichetta.

Un politico insomma, ben lontano dal Capezzone versione 2008.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 15/2/2008 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Si vota (quando sei in cabina e giochi la schedina)
6 febbraio 2008


Per fare una partita alla "Repubblica" occorre essere iscritti a una compagine politica:
ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore).
Una volta che si è in squadra - o in squadraccia - è importante aver le natiche al posto della faccia per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche "le elezioni".
Caratteristica della "Repubblica" è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta.
E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l'autore con un posto in Parlamento.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo, rinchiuse in 2 palazzi in cui s'attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi.
Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze, in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci, i cani con i porci, in quell'unico bestiario che dovrebbe governarci.
La maggioranza vince, il resto fa l'opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione, va dall'arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento.
'Ste palle - dette "leggi", per via del peso scarso - avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso, galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giomo: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

Nell' ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano, ma schiacciano le regole e all' arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico: bazzecole, il peggio ha da succedere.
Qui stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere, abbonandosi al satellite e restando tutti a casa, usando il nome di "Repubblica" per tutta un'altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone, dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione.
Brutta razza 'sti tizi che in terrazza dirigon con la mazza un gioco in cui s'ammazza chi non si sollazza!
Da un bel pezzo c'è st'andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo 'ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.






permalink | inviato da atuttiquelliche il 6/2/2008 alle 0:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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