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Per essere se stessi bisogna essere qualcuno. (Stanislaw J. Lec)
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Avrei volute dirle io:

"Anche sul trono più elevato del mondo si è pur sempre seduti sul proprio culo"
(Montaigne)

"Ci sono persone che sono state considerate coraggiose perché avevano troppa paura per scappare"
(Thomas Fuller)

"Preferirei avere del sangue sulle mani piuttosto che dell'acqua come Ponzio Pilato"
(Graham Green)

"Nessuno va tanto lontano quanto chi non sa dove va"
(Oliver Cromwell)

"Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia"
(Mark Twain)

"Rendimi casto, ma non subito"
(Sant'Agostino)

"Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perchè il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza"
(Nanni Moretti)

"Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta"
(Oscar Wilde)

"Non c'è nulla di male a essere ultimi, se lo si è con dignità"
(Zdenek Zeman)



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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
politica interna
Allo specchio
15 ottobre 2007

Se c’è una cosa che mi ha sempre dato fastidio della politica sono le reazioni del dopo voto nelle quali tutti, ma proprio tutti, sembrano aver vinto.

Essendomi candidato a queste primarie con il preciso scopo di mostrare un volto nuovo della politica, non posso evitare di commentare la mia performance con l’unica parola disponibile: sconfitta.

Sconfitta perché la percentuale alla quale puntavo, e alla quale a onor del vero puntava tutta Generazione U come media di tutti i collegi nei quali si presentava, era del 2-3%. Il risultato non è stato ottenuto, quindi si deve parlare di sconfitta.

Di attenuanti ce ne sono molte. Dall’inesperienza, alla mancanza di una solida rete di rappresentanti di lista, passando ovviamente alla impossibilità di contrastare adeguatamente la gioiosa macchina da guerra dei DS e della Margherita, capeggiata da un candidato eccellente come Goffredo Bettini, vero deus ex machina della sinistra romana. Nella giornata di ieri mi sono trovato a fronteggiare anche una preoccupante disorganizzazione collettiva con un collegio collocato in una posizione diversa da quella risultante su internet, ovvero a 2 km di distanza, dentro una strada privata alle spalle di un centro commerciale. I miei (pochi) elettori non lo sapevano e in molti, spaesati, hanno desistito. Quelli delle altra liste, a quanto pare no.

Fare il pianto greco sarebbe comunque inutile e dannoso. Un po’ di sana autocritica non ha mai fatto male a nessuno. Ecco quindi che commento il mio dato con dispiacere perché sicuramente avrei potuto dare di più; evidentemente non ho saputo trasmettere al meglio il mio messaggio e non sono stato adeguatamente incisivo.

Riconosco quindi in questa mia prima esperienza una sconfitta ma, rifacendomi alla cultura americana, non considero questo termine sinonimo di tragedia. In Italia chi perde fallisce, negli Stati Uniti invece è uno “che ci ha provato”, per nulla abbattuto e convinto comunque dei propri mezzi. Ecco perché in Italia il concetto di Sfida (con la s maiuscola) non ha patria e si stagna nell’immobilismo mentre gli USA hanno una società dinamica e moderna.

Per me oggi è così; ho perso ma lo considero un primo passo verso un percorso molto lungo. L’entusiasmo è lo stesso di prima, arricchito dalla consapevolezza degli sbagli commessi e da un pizzico in più di esperienza.

Insomma, al prossimo appuntamento mi farò trovare pronto perché per me, ancora, si può fare.

Ringrazio comunque chi mi ha votato e sostenuto, anche se forse alla conta “ufficiale” qualche voto non tornerà. Pazienza.

Era solo il primo passo.



permalink | inviato da atuttiquelliche il 15/10/2007 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
politica interna
Camuffamenti
12 settembre 2007
Mi spiegate perche quelli di AN continuano a vergare fasci littori nei manifesti della festa di Azione Giovani, "Atreju '07"?

O più semplicemente non sanno come si scrive il numero "uno" in cifre?




permalink | inviato da atuttiquelliche il 12/9/2007 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
Dare un senso alle primarie
23 luglio 2007
Ci vorrebbe Ricciotto e il suo celeberrimo annuncio "Sè svejato!!" ma non credo sia il caso non essendo il sottoscritto assolutamente all'altezza del Sor Marchese del Grillo ma soprattutto perchè durante il suo sonno di inizio Luglio (necessità di ricalibrare i propri obiettivi personali) i lavori sono proseguiti in maniera più che egregia, se non sorprendente.

Mario Adinolfi si candida alle primarie del PD (per adesioni: adinolfi2007@gmail.com ) e questa è indubbiamente la vera notizia politica dell'ultima settimana.
La scelta è sicuramente dettata dalla volontà di rendere giustizia al concetto di "primarie", ovvero una competizione nella quale ci si sfida, si rischia, si vince o si perde. Senza apparecchiamenti alla "romana" dettati dalla paura che una sconfitta possa essere il sinonimo di un suicidio politico.

L'errore madornale della nostra classe politica è sempre stato quello infatti di voler evitare accuratamente il rischio. Meglio una decisione presa tra pochi intorno a un tavolo, in maniera tale da non scontentare alcuno e ottenere tutti una piccola partecipazione all'opera, piuttosto che una vera competizione dove il king-maker, il vincitore legittimato da una scelta popolare, abbia la possibilità di scegliere, decidere e governare.
Questo è stato l'andazzo della cosìdetta Prima Repubblica, quella dei governi balneari e delle famigerate "crisi extraparlamentari", ovvero le crisi di Governo che non maturavano nelle aule parlamentari con gli opportuni passaggi bensì nelle segreterie di partito (memorabile la reazione del mio professore di Diritto Costituzionale che, al solo nominare delle crisi parlamentari da parte di una studentessa nell'ambito di una risposta sul Governo, sbottò, buttando all'aria il libretto universitario della malcapitata: "Signorina, qui si parla di Diritto Costituzionale, non dei giochetti di Porta a Porta!").
Nella seconda, di repubblica, uno si aspettava un cambiamento ma nulla di tutto ciò è accaduto. Anzi, la classe politica, poco lungimirante ma sicuramente non stupida, che ti fà? Cerca di perpetrare il suo modus apparecchiandi attraverso gli strumenti di democrazia diretta che tanta fortuna hanno incontrato in altri paesi. E quindi dagli giù a Primarie a esito scontato (tante le locali ma la migliore rimane quella di Prodi nell'Ottobre '05) e partecipazione cammellata.
Ultimo atto di questo iter, la discesa in campo/investitura dell'ottimo Veltroni a candidato alle priamrie del PD. Da dopo il discorso di Torino è lui il leader del Partito Democratico, anzi, del centro sinistra.

Così non può andare perchè non si possono chiamare Primarie delle votazioni dove la ggente deve andare a confermare il leader prescelto dalle segreterie.

Ben venga quindi la scelta di chi, come Adnolfi, ha fatto della democrazia diretta una bandiera del suo impegno politico.
Sarà dura per un blogger, seppur seguitissimo soprattuto tra i giovani, farsi strada in un percorso prestabilito da chi sa già cosa deve risultare dalle urne del 14 ottobre prossimo.
L'unica strada da percorrere è una comunicazione vivace e martellante sui blog e più in generale sulla rete, unico spazio lasciato relativamente vuoto dai veltroni&co. I blog hanno sconvolto tante campagne elettorali, i blog sono letti in Italia molto più di quanto si creda, il blog ha fatto la fortuna recente di Adinolfi.
Dalla rete bisogna quindi partire per scendere in strada e cercare di dare un senso, se non una dignità, a queste Primarie.

Si può fare.


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permalink | inviato da atuttiquelliche il 23/7/2007 alle 10:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
politica interna
Radical-mastelliani
17 luglio 2007
L'ultima chicca di questo Governo è quella dei Radicali che, per ricordare al mondo politico di esistere e di essere portatori di istanze liberali, decidono di comportarsi come Mastella, ovvero portando la Bonino a rimettere il proprio mandato di Ministro.

Dopo più di un anno di silenzio e di asservimento a qualsiasi decisione del Governo Prodi, i Radicali si svegliano.
Il tutto, una decina di giorni dopo che il reietto Capezzone ha lanciato il suo network Decidere.net.

L'invidia, è evidente, rende irrimediabilmente ridicoli.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 17/7/2007 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
politica interna
Brutto clima
13 luglio 2007
Prodi è indagato a Catanzaro: si parla di frode nei finanziamenti comunitari, di collaboratori del premier coinvolti in traffici sull'asse San Marino-Bruxelles, addirittura di massoneria, spunta anche l'immancabile utenza telefonica segreta.

Roba seria, quindi.

Per carità, siamo tutti garantisti e Prodi come ogni indagato è fino a prova contraria innocente, ma il clima che spira su questo governo è tutt'altro che rassicurante.

Come dire, i governi passano ma gli avvisi di garanzia, restano.

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permalink | inviato da atuttiquelliche il 13/7/2007 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
politica interna
Decidere.net
4 luglio 2007
Finalmente è online il network di Daniele Capezzone, Decidere.net.

Prima ancora dei 13 punti elencati nella home page quello che subito scolpisce è la scelta delle tre "parole chiave" del movimento: competere, meritare, trasformare.
Una scelta senza dubbio d'effetto in un Paese dove le primarie vengono "apparecchiate" con un paio di mesi di anticipo, dove la parola merito si scontra con un sistema sociale che ha fatto della paradossale distinzione tra "segnalazione" e "raccomandazione" la chiave benevola attraverso al quale aprire le porte al clientelarismo più spinto e soprattutto in un Paese nel quale da anni si chiamano "emergenze" le secolari carenze strutturali alle quali l'assenza di un serio potere decisionale ha permesso si perpetrarsi.

I 13 punti sui quali si impernia la proposta del network di Decidere.net sono, come dice Capezzone stesso nel suo video-intervento, proposte radicali e moderate. Ovvero proposte profondamente rivoluzionarie ma al contempo facilmente realizzabili (oddio, il 3° punto, quello su presidenzialismo e unicameralismo, magari necessita di passaggi costituzionali un po' più complessi di una normale legge ma tanto vale averlo messo nella lista).
La proposta di una flat-tax (aliquota unica al 20%), la riproposizione del progetto "Impresa in un giorno", la detassazione delle ore di lavoro extra-orario o la abolizione del sostituto d'imposta per i dipendenti sono idee concrete che permettono instaurare un dibattito serio e costruttivo al fine di far ripartire il "carrozzone Italia".

Non ci sono venature ideologiche nè bandierine per marcare il territorio.

Le scelte di buon senso infatti appartengono a tutti, come la libertà di decidere.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 4/7/2007 alle 20:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
politica interna
Aspettando Capezzone
2 luglio 2007
Aspettando la conferenza stampa del 4 luglio nella quale Capezzone illustrerà il suo progetto di un network liberale, penso che il trattamento al quale è stato sottoposto Daniele da Pannela&Co. sia quanto di più vicino all'odiosa pratica delle purghe staliniane.

Come già spiegato in sedi più autorevoli di questa, mi rammarico del fatto che Capezzone si sia progressivamente allontanato dalle tematiche etico-sociali approfondendo prevalentemente quelle economiche (anche se, se non altro, ci si trova davanti alla felice particolarità di un parlamentare che coerentemente si occupa di problemi relativi alla commissione parlamentare che presiede) tuttavia non nego di essere favorevolmente incuriosito dal progetto di un network liberale.

Non so come tale iniziativa possa convivere con quella de iMille alla quale ho aderito, ma penso che su molti temi ci possano essere temi di convergenza.

A patto che i dogmi rimangano a casa, ovviamente.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 2/7/2007 alle 16:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
politica interna
La logica del suk
22 giugno 2007
Sia chiaro, a me Veltroni piace.
L'ho votato come sindaco nel 2001 sulla fiducia, l'ho rivotato nel 2006 per meriti sul campo. Lo vedrei benissimo come leader del PD e come futuro Presidente del Consiglio.

Tuttavia i servizi agiografici che già compaiono sui maggiori quotidiani (vedi sul Corriere la carrellatta simil-Cafonal dei suoi amici, da Totti a Malagò, passando per Clooney e Giovanni Berlinguer) e la spartizione di potere tra DS e Margherita susseguente all'accordo su "Varter grande capo", mi fanno capire che il progetto delle Primarie è già stato affondato e che Veltroni è già ora, di fatto, il segretario del PD.

Per l'ennesima volta gli accordi di segretria, le spartizioni di nomine, la gestione degli equilibri ma soprattutto la perpetuazione della logica del suk hanno avuto la meglio sul potere dei cittadini di scegliere il proprio leader nell'ambito di una vera competizione. Una competizione dove inevitabilmente si deve mettere in conto qualcosa che è come il fumo agli occhi per la nostra classe politica: il rischio.

Veltroni vincerà quindi queste finte primarie ma le avrebbe vinte comunque anche senza gli accordi di segreteria, sfidando realmente veri competitors.

Avremmo potuto così far stare per un po' sulle spine il futuro leader del PD, ma che volete, ci hanno tolto anche questa piccola soddisfazione.



permalink | inviato da atuttiquelliche il 22/6/2007 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
politica interna
Sempre a disposizione
18 giugno 2007
Dai 300 di Generazione U, ai Mille per la lista alle primarie del Partito Democratico.

Il discorso non cambia: per cercare di cambiare qualcosa, bisogna spendersi, mettersi in gioco. Perche le battaglie si vincono solamente rischiando.

E per quanto mi riguarda, come direbbe il compianto MC Giaime, "pe' na battaglia sono sempre a disposizione".



permalink | inviato da atuttiquelliche il 18/6/2007 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
politica interna
I diessini, ci fanno o ci sono?
15 giugno 2007
L'attività più interessante di questi giorni è sicuramente leggere i blog diessini (filo-, para-, ultra-... c'è un ampia scelta ).
Si può notare come orde ti tastiere sempre pronte in passato a spaccare il capello in quattro, a imputare responsabilità prima di tutto morali ai protagonisti della politica -perchè a quelle penali "ci pensa semmai la magistratura"-, sempre prime a sottolineare come dalle parti del Botteghino non ci si interessasse affatto ai poteri forti bensì alla "ggente", ogni giorno in prima fila nello spiegare che Ricucci-Statuto-Coppola erano i figli partoriti dalla mostruosa madre berlusconiana e necessariamente con questa legati a trafficare, sempre attenti a esaltare i propri leader perchè orgogliosamente fuori da "certi giochi", ora si comportino come il più ottuso ed eteroguidato dei berlusconiani.

E quindi, dagli a spiegare che le intercettazioni decontestualizzate possono dare adito a interpretazioni capziose, che non risulta nulla di penalmente rilevante quindi avanti così, che la magistratura (!!) sembra voler svolgere un ruolo politico, che una leadership di partito che intrallazza con un imprenditore dalla dubbia identità in riferimento a una scalata bancaria non è poi tutto questo scandalo, che a telefono si dicono cazzate e via dicendo.

I nostri amici diessini in pratica ce la mettono tutta per farci capire una cosa semplice semplice.
Per loro il partito, non sbaglia. Mai. Per loro il partito, si difende. Sempre.

Peccato che se a "partito" sostituiamo la parola "leader", anzi ,"Berlusconi", notiamo una stretta assonanza con le parole d'ordine di Forza Italia, partito che subito si è mostrato più che clemente con Fassino-D'alema-Latorre.

Ora, mi chiedo. Ai blogger diessini, fa piacere scrivere e comportarsi come dei forzaitalioti senza accennare un minimo di autocritica, oppure sopportano solamente per convenienza l'odioso abbraccio berlusconiano?

In pratica, ci fanno o ci sono?



permalink | inviato da atuttiquelliche il 15/6/2007 alle 15:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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