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Per essere se stessi bisogna essere qualcuno. (Stanislaw J. Lec)
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Avrei volute dirle io:

"Anche sul trono più elevato del mondo si è pur sempre seduti sul proprio culo"
(Montaigne)

"Ci sono persone che sono state considerate coraggiose perché avevano troppa paura per scappare"
(Thomas Fuller)

"Preferirei avere del sangue sulle mani piuttosto che dell'acqua come Ponzio Pilato"
(Graham Green)

"Nessuno va tanto lontano quanto chi non sa dove va"
(Oliver Cromwell)

"Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia"
(Mark Twain)

"Rendimi casto, ma non subito"
(Sant'Agostino)

"Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perchè il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza"
(Nanni Moretti)

"Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta"
(Oscar Wilde)

"Non c'è nulla di male a essere ultimi, se lo si è con dignità"
(Zdenek Zeman)



Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Ecco perchè abbiamo perso
17 aprile 2008
Estrattto da "Ferie d'Agosto" di P. Virzì, 1995.

Occhio al minuto 3.10. Ci viene spiegato perchè il PD di Veltroni ha perso le elezioni.






permalink | inviato da atuttiquelliche il 17/4/2008 alle 23:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Se non fosse per
14 aprile 2008
Forse l'aver rincorso Berlusconi sul campo della spettacolarizzazione della politica ha nuociuto a Veltroni; è evidente che tra la copia e l'originale poi la gente scelga sempre quest'ultima.

Oppure l'Italia non è ancora matura per poter camminare verso la strada di un riformismo democratico; doveva dare ancora una chance a Forza Italia prima di abbandonare definitivamente la politica del machismo e dei lustrini.

Fatto sta che per la terza volta in 14 anni un plurindagato per corruzione, uno che considera un mafioso condannato a due ergastoli un "eroe" solo perchè non l'ha denunciato, uno che ha usato un'intera legislatura per accomodare i suoi processi, uno così, è diventato Presidente del Consiglio.

Prendiamone atto, insieme alla buona notiza della scoparsa delle ali estreme delle coalizioni. La destra dichiaratamente fascista è rimasta confinata a Predappio. La sinistra delle utopie e dei "no" è stata punita dal suo stesso elettorato che vuole fatti e non ideali da "lotta & brunello".

La nuova Italia è questa: 4 gruppi parlamentari e una maggioranza certa in entrambi i rami.
Che dire, un'Italia quindi più moderna e più vicina ai modelli europei e anglosassoni.

Già, se non fosse per Berlusconi.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 14/4/2008 alle 23:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
A tutti quelli che parlano di vittoria della libertà
29 febbraio 2008
Estratto di un doppio sms arrivato ieri dal Kosovo:

"Un'altra notte nelle enclavi serbe. Bandiere con le quattro C che sventolano su una terra che all'apparenza sembra abbandonata a se stessa da Belgrado. Terra troppo antica per i tempi nostri (...) dove a far tenerezza non sono i volti dei bambini quanto quelli dei vecchi che si stanno vedendo sottrarre l'unica cosa che gli è sempre appartenuta: il loro orgoglio e la loro dignità".




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Pie illusioni
26 febbraio 2008
Dal Lazio in su con la Lega.
Dal Lazio in giù con l'MpA.

Nel Lazio il king maker dovrebbe essere AN?




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10 buoni motivi per candidare Mario Adinolfi nelle file del PD
21 febbraio 2008

1)      Il Partito Democratico è un progetto nel quale ha sempre creduto.

2)      Conosce la Politica come le sue tasche pur essendo giovane.

3)      Ha coraggio.

4)      E’ stato tra i primi a porre la questione generazionale.

5)      Ha mostrato il dito medio alla mafia nella piazza di Corleone.

6)      Quando parla sa quello che dice.

7)      Non sarebbe capace di sputare ad un suo collega in Aula.

8)      Sa comunicare.

9)      Intercetta un elettorato giovanile disilluso ma non qualunquista

10)  Porta la barba ma non ha nulla da nascondere.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 21/2/2008 alle 19:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Such a perfect day
20 febbraio 2008
Le notizia della non candidatura di Visco e dell'estromissione di De Mita dalle liste del PD, sommata a quella della rinuncia di Ferrara alla corsa per il Campidoglio, fa sì che quella di oggi possa essere tranquillamente definita come una bella giornata.

Se poi aggiungiamo la vittoria della Roma in Champions e la contestuale débacle interista a Liverpool, si sfiora la perfezione.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 20/2/2008 alle 14:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dopo 50 anni di castrismo
19 febbraio 2008
Se alla fine pure Diliberto rinuncia alla falce e martello -avrà pensato Fidel- a che cazzo serve continuare con questa dittatura?



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Facevo la prima media
18 febbraio 2008
Se nel 2008 il candidato a Sindaco della tua città è lo stesso del 1993 possono chiederti tutto, tranne che l'entusiasmo.



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Srbija do Tokija
16 febbraio 2008
Il Kosovo è serbo e dei Serbi.

Tutto il resto, tutte le chiacchiere di questi giorni, riguardano solo gli interessi dei grandi gruppi energetici europei (ENI in primis) ad avere un proprio cortile nel quale far passare il famoso corridio nr.8 che porterà energia dall'Asia Centrale al vecchio Continente.

Oggi, e ancor di più domani, "Srbija do Tokija".



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Daniè, ce stai a provà
15 febbraio 2008

La questione è una: anche Daniele tiene famiglia (a questo punto diremmo, fondata rigorosamente sul matrimonio tra uomo e donna).
L'adesione di Capezzone al carrozzone del PdL si può giustificare infatti solo con la legittima volontà di un giovane politico di affermarsi, prendendo il treno al volo e rinnegando il proprio passato.
Legittima, ma criticabilissima.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone duettava il sabato mattina con Adinolfi in radio, conducendo "70in2". In quella trasmissione si respirava una libertà di analisi, di iniziativa e di idee che dubito il Nostro troverà nel partito di Silvio. E ha ragione Adinolfi a dire che se Capezzone ascoltasse le registrazioni di quelle puntate, avrebbe qualcosa di più di un semplice imbarazzo.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone considerava il Governo Prodi, quello che sosteneva con la sua candidatura, come l'unica alternativa possibile per la governabilità. Lontani, si, ma fino a un certo punto; si tratta solo di due anni fa.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone si ribellava al dominus Pannella. Ora ne ha un altro, Silvio, che si è fatto fare un inno apposta. In altri tempi tutto ciò sarebbe stato terreno ideale per la sferzante ironia di Capezzone. In altri tempi, però.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone innalzava i vessilli della laicità dello Stato. Quando, tanto per capirci, si scontrava con il talebano Giovanardi sul tema dell'eutanasia. Vagli a parlare ora di eutanasia a Capezzone, che con Giovanardi condivide l'adesione al PdL.

Non è elegante autocitarsi, ma devo dire che sei mesi fa io il rischio di una democristianizzazione  di Capezzone l'avevo prospettato.
Purtroppo si è materializzato. Daniele ha preferito, come tanti (Rutelli e  Vito su tutti), sfrondare tutte le caratteristiche scomode del Radicale: il laicismo, il libertarismo, l'adesione alle battaglie sociali. Ha depurato la sua immagine di tutto ciò e ha accentuato la parte "economica" che è quella che per un Radicale è più facilmente presentabile in società. Ed eccolo quindi parlare di libero mercato, sgravi fiscali alle imprese, meritocrazia e tutto ciò abbia a che fare con il liberismo.
Tutto, proprio tutto, salvo considerare che poi nessuno gli darà retta perchè se c'è una coalizione che del monopolio da un lato, e dello statalismo dall'altro, ha fatto la sua bandiera, quello è il centro-destra.
E allora che senso ha rinunciare alle battaglie sulla laicità per stare con Giovanardi e la Mussolini per poi vedere il propio programma economico umiliato dal monopolista per eccellenza dell'economia italiana (Berlusconi) e dal partito che l'estate scorsa sfilava insieme alla lobby dei tassisti per opporsi alle liberalizzazioni (AN)?
Non chiedeteglielo, non avrebbe la risposta. Saprebbe solamente replicare con il suo cavallo di battaglia, "Nun ce provà...", ma senza alcun effetto.

"Nun ce provà..." era una carta vincente per un politico giovane, smaliziato, capace di rispondere a chiunque perchè al sopra al di sopra della politichetta.

Un politico insomma, ben lontano dal Capezzone versione 2008.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 15/2/2008 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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