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Per essere se stessi bisogna essere qualcuno. (Stanislaw J. Lec)
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Avrei volute dirle io:

"Anche sul trono più elevato del mondo si è pur sempre seduti sul proprio culo"
(Montaigne)

"Ci sono persone che sono state considerate coraggiose perché avevano troppa paura per scappare"
(Thomas Fuller)

"Preferirei avere del sangue sulle mani piuttosto che dell'acqua come Ponzio Pilato"
(Graham Green)

"Nessuno va tanto lontano quanto chi non sa dove va"
(Oliver Cromwell)

"Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia"
(Mark Twain)

"Rendimi casto, ma non subito"
(Sant'Agostino)

"Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perchè il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza"
(Nanni Moretti)

"Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta"
(Oscar Wilde)

"Non c'è nulla di male a essere ultimi, se lo si è con dignità"
(Zdenek Zeman)



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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Daniè, ce stai a provà
15 febbraio 2008

La questione è una: anche Daniele tiene famiglia (a questo punto diremmo, fondata rigorosamente sul matrimonio tra uomo e donna).
L'adesione di Capezzone al carrozzone del PdL si può giustificare infatti solo con la legittima volontà di un giovane politico di affermarsi, prendendo il treno al volo e rinnegando il proprio passato.
Legittima, ma criticabilissima.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone duettava il sabato mattina con Adinolfi in radio, conducendo "70in2". In quella trasmissione si respirava una libertà di analisi, di iniziativa e di idee che dubito il Nostro troverà nel partito di Silvio. E ha ragione Adinolfi a dire che se Capezzone ascoltasse le registrazioni di quelle puntate, avrebbe qualcosa di più di un semplice imbarazzo.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone considerava il Governo Prodi, quello che sosteneva con la sua candidatura, come l'unica alternativa possibile per la governabilità. Lontani, si, ma fino a un certo punto; si tratta solo di due anni fa.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone si ribellava al dominus Pannella. Ora ne ha un altro, Silvio, che si è fatto fare un inno apposta. In altri tempi tutto ciò sarebbe stato terreno ideale per la sferzante ironia di Capezzone. In altri tempi, però.

Sono lontani i tempi nei quali Capezzone innalzava i vessilli della laicità dello Stato. Quando, tanto per capirci, si scontrava con il talebano Giovanardi sul tema dell'eutanasia. Vagli a parlare ora di eutanasia a Capezzone, che con Giovanardi condivide l'adesione al PdL.

Non è elegante autocitarsi, ma devo dire che sei mesi fa io il rischio di una democristianizzazione  di Capezzone l'avevo prospettato.
Purtroppo si è materializzato. Daniele ha preferito, come tanti (Rutelli e  Vito su tutti), sfrondare tutte le caratteristiche scomode del Radicale: il laicismo, il libertarismo, l'adesione alle battaglie sociali. Ha depurato la sua immagine di tutto ciò e ha accentuato la parte "economica" che è quella che per un Radicale è più facilmente presentabile in società. Ed eccolo quindi parlare di libero mercato, sgravi fiscali alle imprese, meritocrazia e tutto ciò abbia a che fare con il liberismo.
Tutto, proprio tutto, salvo considerare che poi nessuno gli darà retta perchè se c'è una coalizione che del monopolio da un lato, e dello statalismo dall'altro, ha fatto la sua bandiera, quello è il centro-destra.
E allora che senso ha rinunciare alle battaglie sulla laicità per stare con Giovanardi e la Mussolini per poi vedere il propio programma economico umiliato dal monopolista per eccellenza dell'economia italiana (Berlusconi) e dal partito che l'estate scorsa sfilava insieme alla lobby dei tassisti per opporsi alle liberalizzazioni (AN)?
Non chiedeteglielo, non avrebbe la risposta. Saprebbe solamente replicare con il suo cavallo di battaglia, "Nun ce provà...", ma senza alcun effetto.

"Nun ce provà..." era una carta vincente per un politico giovane, smaliziato, capace di rispondere a chiunque perchè al sopra al di sopra della politichetta.

Un politico insomma, ben lontano dal Capezzone versione 2008.




permalink | inviato da atuttiquelliche il 15/2/2008 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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